CINEMODERNO 2018

A CURA DI
Martina Angelotti

CON
Mercedes Azpilicueta, Filipa Cesar & Louis Henderson, Eli Cortiñas

Dal 29.05.2018 al 7.07.2018

Giunto alla sua seconda edizione, CINEMODERNO si struttura attorno all’immaginario del video e del suo potenziale performativo.
Il progetto si manifesta sotto forma di festival diluito nell’arco di due mesi, in cui si susseguono artisti ogni due settimane, invitati a presentare una rielaborazione e riformulazione - in chiave performativa - di una ricerca video già avviata.

Già dalla prima edizione - che aveva visto coinvolti gli artisti: Eva e Franco Mattes; Anna Franceschini e Diego Marcon; Teresa Cos; Francesco Fonassi - CINEMODERNO esplora il linguaggio del video in tutte le sue molteplici dimensioni - scultoree, sonore, visive - per indagare forme di interazione fra la narrazione visiva del film e la sua ipertestualità, tra la forma bidimensionale della proiezione e quella tridimensionale della sua “messa in scena”.

CINEMODERNO prende spunto da una prospettiva antropologica, che Rachel O. Moore identifica nel cinema attraverso la definizione di “rituale magico” col potere di ravvivare, guarire e incantare.

Per questa edizione CINEMODERNO si configura attraverso tre interventi live che restituiscono diversi set dello spazio – pensati sia per l’esposizione che per la fruizione - per la durata di due settimane ciascuno.

Gli artisti invitati, provenienti da diverse geografie fisiche e mentali, sono accomunati da aspetti di ricerca incentrati sull’analisi di pratiche performative connesse al cinema o alla sua dimensione rituale, spesso approcciate attraverso tecniche di found-footage e documentaristiche, e che indagano la dimensione dell’”esotico” da prospettive e sguardi geografici molto diversi.

Dalla video performance dell’artista italo argentina Mercedes Azpilicueta (La Facultad, 2018) che investiga attraverso il movimento e il linguaggio sonoro e video, il rapporto fra il corpo femminile e il corpo sociale. La giungla “occidentalizzata” della serie dedicata a Tarzan di Eli Cortiñas, la cui lecture performance svela il processo di ricerca e la relazione fra artista ed etnografo, al potenziale politico restituito in forma live della Op-art di Filipa Cesar & Luis Henderson: un film realizzato con lenti e celluloide fotosensibile al motore di localizzazione del desktop, che passa dalla produzione di materiale delle lenti Fresnel all'invenzione dei sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS), strumento che annuncia l'obsolescenza del faro di avvistamento.

Programma

29.05.2018 h 20.00

La facultad, 2018
live performance di Mercedes Azpilicueta
set visibile fino al 12 giugno

Una performance in tre atti
un testo per corpo vulnerabile e spazio sconosciuto
un flusso intermittente di voci diverse, clip sonore e immagini proiettate.

La facultad è un termine coniato da Gloria Anzaldúa che si riferisce alla capacità sviluppata da molti sulle terre di confine, che permette di “vedere nei fenomeni di superficie, il significato di realtà più profonde". È un modo di percepire istantaneo, senza un ragionamento consapevole. È una consapevolezza acuta mediata dalla parte della psiche che non parla, che comunica per immagini e simboli, che sono i volti dei sentimenti.

Concept, script & performance: Mercedes Azpilicueta
dramaturgy: Agustina Muñoz
video: Alan Segal
choreography: Juan Pablo Cámara & Madelyn Bullard

13.06.2018 h 19.00

The Opal and the Sunstone, 2017
progetto di Filipa César e Louis Henderson
live e reading con Louis Henderson
set visibile fino al 26 giugno

The Opal and the Sunstone è un’indagine che esplora il modo in cui le tecnologie ottiche hanno trasformato profondamente il modo di leggere, governare e "possedere" visivamente il mondo. Partendo dalle lenti Fresnel di un faro di avvistamento - oggetto creato dall'uomo per far luce sull’ignoto - sino ad arrivare ai sistemi globali di navigazione satellitare GPS, il film muove una critica verso la costruzione occidentale della conoscenza e della comunicazione, basata sulla proiezione della luce.

27.06.2018 h 19.00

All Voodoo Happens at Night, 2018
Lecture Performance
di Eli Cortiñas
set visibile fino al 8 luglio

In All Voodoo Happens at Night Cortiñas esplora la performatività del materiale archivistico che impiega nelle sue installazioni video. Ricollegando questo materiale e diffondendo i contorni in cui le idee di testimonianza e monumento, narrazione e media tecnici si sovrappongono, il montaggio di Cortiñas provoca una confusione del punto(i) di vista nei moderni miti occidentali delle origini. In un momento di iperproduzione di immagini in movimento, i siti archeologici e le riserve naturali rappresentano una fonte di fantasia esauribile di desideri animati da miti primordiali. Attraverso la fantasmagorica capacità trasfigurativa del cinema, la natura nel caso dei film su Tarzan - il cui materiale costituisce il pilastro centrale della lecture di Cortiñas - funziona come un semplice ornamento, che può trasformarsi in una nuova narrativa negoziata con una figura vivente.

Si ringrazia Studio Azzurro, Show Biz Milano ed Elianto Film

Biografie artisti

Mercedes Azpilicueta

Mercedes Azpilicueta è un'artista visiva e performativa proveniente dall'Argentina con sede nei Paesi Bassi. Nel 2017 ha ricevuto la borsa di studio Pernod Ricard Fellowship di Parigi ed è stata artista in residenza presso la Rijksakademie van beeldende kunsten ad Amsterdam nel 2015/2016. Ha conseguito un MFA all'Istituto d'arte olandese / ArtEZ, Arnhem e un BFA presso l'Università Nazionale delle Arti di Buenos Aires. Mostre e performance includono, tra gli altri, Museion (Bolzano, 2018), MACBA (Barcellona, 2018), D21 Kunstraum (Leipzig 2018), Villa Vassilieff (Parigi, 2018), REDCAT Gallery (Los Angeles, 2018), Centro de Arte 2 de Mayo (Móstoles, 2017), Chinese European Art Center (Xiamen, 2017), Onomatopee (Eindhoven, 2016), Zmud Projects (Buenos Aires, 2016), TENT (Rotterdam, 2015), Móvil (Buenos Aires, 2015), Irlandese Museum of Modern Art (Dublino, 2014), Het Veem Theater (Amsterdam, 2013), Galata Fotoğrafhanesi Fotoğraf Akademisi (Istanbul, 2013), Raw Material Company (Dakar, 2012) e The Poetry Reading Program, Documenta13 (Kassel, 2012). Nel 2018 presenterà la sua prima grande mostra personale al Museo di Arte Moderna di Buenos Aires. Il lavoro di Mercedes è rappresentato dalla galleria Zmud Projects a Buenos Aires.

Filipa Cesar & Luis Henderson

Fililpa Cesar. Nata nel 1975 in Portogallo, è artista e filmmaker che vive e lavora a Berlino. Ha studiato alla Facoltà di Lettere di Porto e Lisbona (1996-99), all'Accademia delle Arti di Monaco (1999-2000) e ha conseguito un master Art in Context presso l’University of Arts di Berlino (2007). Il suo lavoro è stato esposto: 8a Edizione della Biennale di Istanbul, 2003; Kunsthalle di Vienna, 2004; Museo Serralves, 2005; Festival internazionale del film di Locarno, 2005; CAG- Contemporary Art Gallery, Vancouver, 2006; presso la Tate Modern, 2007; Museo di San Gallo, 2007; Triennale internazionale di arte contemporanea, Praga, 2008; SF MOMA, San Francisco 2009, 12a Biennale di Architettura, Venezia, 29a Biennale di San Paolo 2010, São Paulo e Manifesta 8, Cartagena.

Louis Henderson è un regista le cui opere indagano i legami e le connessioni tra colonialismo, tecnologia, capitalismo e storia. La sua ricerca prova a formulare un metodo archeologico all'interno della pratica cinematografica, riflettendo sulle nuove materialità di Internet e sulla possibilità di una resistenza tecno-animista al neocolonialismo. Nel 2015 riceve il premio Barbara Aronofsky Latham Award for Emerging Video Artist al 53° Ann Arbor Film Festival, USA, e il European Short Film Award - T - Mobile New Horizons International Film Festival, Wroclaw, Polonia. Recenti mostre: New York Film Festival (2015); The School of Kyiv: Kiev Biennial (2015); Conversations at the Edge 2015: Gene Siskel Film Center, Chicago; Capture All, Transmediale, Berlin (2015). Il suo lavoro è distribuito da Video Data Bank. Diplomato al London College of Communication e Le Fresnoy - studio nazionale delle arti contemporanee, Henderson sta attualmente completando un post-diploma all'interno di un gruppo sperimentale di arte e ricerca presso la European School of Visual Arts.

Eli Cortiñas
Nata nel 1979 a Las Palmas de Gran Canaria, in Spagna, vive e lavora a Berlino. Gran parte della pratica di Cortiñas ruota intorno all'idea di sfidare la memoria cinematografica attraverso l'analisi e la continua rivisitazione di filmati preesistenti o dei suoi stessi materiali. Decostruendo e rivitalizzando i flussi narrativi, crea slittamenti di significato (No Place Like Home, 2006). Nei suoi video, così come nei suoi collage e assemblamenti di oggetti, Eli Cortiñas crea una trasparenza ambigua e affermativa - riuscendo a svelare le dinamiche di una generazione celebrata dai media come "perduta". Eli Cortiñas ha studiato all'Academy of Media Arts di Colonia e all' European Film College di Ebeltoft, in Danimarca. Mostre personali selezionate includono Always bite the hand that feeds you al Convent Space for Contemporary Art, Ghent (2017), Five Easy Pieces and Some Words of Wisdom presso Soy Capitán, Berlino (2015), Awkward Studies and a Decent Take on Serious Matters a Rokeby, Londra (2013), Love Is Worn Around The Neck, a cura di Veit Loers presso Kunstraum Innsbruck (2012). Il suo lavoro è stato incluso in numerose mostre collettive, come Film Fotografie Fotografie. Bildnerische Augenblicke mit filmischen Bezügen, Museum for Photographie Braunschweig (2017), 10 Emerging Artists. Contemporary Experimental Film and Video Art from Germany, Goethe Institute Canada (2017), Double Feature, Schirn Kunsthalle, Francoforte (2017), Les Rencontres Internationales al Centre Pompidou, Parigi (2011).
Premi e riconoscimenti: Berliner Senat (2017), Villa Sträuli (2017), Villa Massimo Roma (2014), premio di residenza Marianna Ingenwerth-Stiftung presso il Centro di Arte Contemporanea La Regenta (2013), shorlist per Award for young Film Art, Freunde der Neuen Nationalgalerie und Deutscher Filmakademie (2011).