Le fragole del Baltico

Arte contemporanea dalla Lettonia

Mostra organizzata da kim? Contemporary Art Centre, Riga in collaborazione con Careof, Milano

A cura di Simone Menegoi e Zane Onckule

Artisti: Ēriks Apaļais, Jānis Avotiņš, Ieva Epnere, Kaspars Groševs, Ieva Kraule, Inga Meldere, Daria Melnikova,
Ieva Rubeze, Krišs Salmanis, Ola Vasiljeva

Inaugurazione: 9 giugno, accompagnata da una performance di Kaspars Groševs
Sede: Careof, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, Milano

9.06 > 19.07.2015

Le fragole del Baltico è una rassegna di arte contemporanea lettone. Inizialmente progettata come complemento del padiglione della Lettonia all’Expo di Milano, è sopravvissuta alla sfortunata cancellazione del padiglione all’ultimo momento.

Le fragole del Baltico presenta una selezione di dieci artisti, per lo più nati intorno al 1980, quasi tutti al loro esordio in Italia: Ēriks Apaļais, Jānis Avotiņš, Ieva Epnere, Kaspars Groševs, Ieva Kraule, Inga Meldere, Daria Melnikova, Ieva Rubeze, Krišs Salmanis and Ola Vasiljeva.

La mostra non cerca la propria unità in un medium o in una tesi; si è formata a partire dal lavoro degli artisti. La sua cornice complessiva è semplicemente quella di una presentazione di opere recenti, già esistenti o create appositamente per la mostra, che abbraccia senza soluzione di continuità personalità artistiche distinte e media diversi: pittura e scultura, video e arte applicata, fotografia e suono.

Il titolo, la cui ambizione è di essere al tempo stesso poetico e ironico, è stato suggerito dalla vaga (e vagamente esotica) percezione dei Paesi baltici in Europa meridionale come di contrade gelide, sotto i cui cieli grigi un frutto come la fragola non potrebbe mai maturare.
Di fatto, le fragole e altri berries rallegrano regolarmente le tavole dei Lettoni dall’inizio dell’estate fino a tutta la ricca stagione autunnale; e l’arte contemporanea, che, a parte uno o due nomi, spesso neppure collegati al loro paese d’origine, è poco nota in Italia, è altrettanto vitale e presente.

Se la mostra non ha una tesi o un medium a fare da cornice, è nondimeno abbastanza compatta, e non solo in termini anagrafici. Rispecchia un gusto; il gusto dei curatori, naturalmente, ma anche un gusto più elusivo e difficile da definire, condiviso dalle ultime generazioni di artisti lettoni. Alcuni elementi tendono a ripresentarsi, benché in forme molto diverse.
Ad esempio, un’inclinazione a rivisitare il passato, sia esso personale e familiare o storico, come nei dipinti e nelle piccole sculture in gesso di Inga Meldere, che evocano vivaci storie brevi, o nella serie di fotografie di Ieva Epnere che raffigurano studenti che portano fiori ai loro professori il primo Settembre, obbedendo a una consuetudine nata in epoca sovietica.

Un forte sentimento del paesaggio, del tempo atmosferico, dell’alternanza delle stagioni, che si ritrova in alcuni degli arguti, ingegnosi video di Krišs Salmanis. Una malinconia diffusa, che aleggia nei dipinti rarefatti e meditativi di Ēriks Apaļais e nei disegni di Jānis Avotiņš, cartoline anonime da località misteriose, affiancati dal dipinto di una coppia spettrale.
Un particolare tipo di humour, impassibile e leggermente assurdo, un esempio del quale è l’antologia video di “guaritori televisivi” lettoni degli anni Novanta associata a una colonna sonora di rumore bianco, realizzata da Ieva Rubeze.

Il gusto per la decorazione, le arti applicate e per tutto ciò che è fatto a mano, che accomuna la tuta da ginnastica fatta a maglia da Kaspars Groševs, concepita come abito da inaugurazione; l’allestimento creato da Ieva Kraule per un banchetto da fiaba, con piatti di ceramica che raffigurano facce di commensali da cartone animato e stoffe dipinte con motivi di dolciumi; l’interpretazione letterale di Daria Melnikova della misura e della (de)composizione con immagini bruciate e tuttavia intatte, una ciotola di ceramica rotta già all’origine, o un foglio di carta quadrettata disegnato a mano.

E infine un’elusiva idea di domesticità, così come la disegnano le costellazioni di oggetti di Ola Vasiljeva, punteggiati di buffe gag: una porta che diventa una lavagna da un lato e una bacheca dall’altro, due assemblaggi di gusto dada che includono scarpe di vetro, un tappeto bianco su cui è preferibile non camminare, ma disegnato con motivi di scarpe.

Allo scopo di amplificare quest’aspetto di domesticità, e di dare alla mostra la forma di una sorta di interno, i curatori si sono orientati verso un allestimento il cui gusto è meno prossimo a quello del white cube anglosassone del XX secolo che a quello del salon ottocentesco o delle case-studio degli artisti in seguito trasformate in museo, come quella della coppia modernista formata da Romans Suta e Alexandra Beļcova a Riga. Un allestimento che include muri colorati e tende, un sofà e una poltrona, piante in vaso - una caratteristica immancabile di case, studi e perfino spazi espositivi lettoni - e che suggerisce di leggere le opere (le fragole di questo “cestino”) come evocazioni e sostituti del mobilio e di altri articoli della vita di ogni giorno.

Si ringraziano: Temnikova & Kasela Gallery, Antoine Levi Gallery

Sponsor: Ministero della Cultura della Repubblica di Lettonia, State Culture Capital Foundation, VKN

Bio

Artisti

Ēriks Apaļais (1981) vive e lavora a Riga. È in primo luogo un pittore, che dipinge oggetti e segni radicati tanto nella memoria privata quanto in quella collettiva. Mostre personali selezionate: Twigs (2014), The Arsenāls Exhibition Hall, LNMM, Riga; Inscribed Silhouettes (2014), Galerie Vera Munro, Amburgo; Words (2013), kim? Contemporary Art Centre, Riga; Art Cologne, New Positions (2012); Confessions (2011), Galerie Vera Munro, Amburgo. Mostre collettive selezionate: The Forgotten Pioneer Movement (2013), District Berlin, Berlino; Contexts of Painting, CAC, Vilnius. Apaļais ha ricevuto il premio Karl H. Ditze della University of Fine Arts di Amburgo (2011) e il premio di eccellenza della DAAD. Nel 2011 è stato candidato al premio Ars Viva 11/12. È rappresentato dalla galleria Vera Munro.

Jānis Avotiņš (1981) vive e lavora a Riga. Il suo lavoro comprende dipinti figurativi che tendono al monocromo, disegni e talvolta oggetti, e affronta temi come la solitudine e l’alienazione, riflessi in volti spettrali e figure che ricordano le fotografie dell’era sovietica. Mostre personali selezionate: Jānis Avotiņš, Johnen Galerie, Berlino (2013), Galerie Rüdiger Schöttle, Monaco (2013), Ibid., Londra (2013), Galerie Vera Munro, Amburgo (2013), Ludwig Forum, Aachen (D), 2008. Mostre collettive selezionate: Fobofilia (2015), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Ostwärts, Ludwig Forum, Aachen (2014/2015); Only here (2013), Collezione d’arte contemporanea della Repubblica federale tedesca, Bonn; Gaiety is the most outstanding feature of the Soviet Union (2012), Saatchi Gallery, London; Is It That He Does Not Seek The Truth, But Does Want To Influence? (2011), Riga Art Space, Riga, e 14a Triennale di pittura di Vilnius: False Recognition (2010), CAC, Vilnius. Avotiņš è rappresentato dalle gallerie Rüdiger Schöttle e Vera Munro.

Ieva Epnere (1977) vive e lavora a Riga. Il suo corpus di opere include fotografie, video e film, nei quali vicende private e personali sono il punto di partenza per riflessioni artistiche sull’identità, la tradizione, il rito. Mostre personali selezionate: Waiting Room (2015), Contretype, Bruxelles; Solo Show (2014), Galerie des Hospices, Canet-en-Roussillon (FR); Mindscapes (2013), kim? Contemporary Art Centre, Riga, Latvia; The Green Land (2010), kim?, Contemporary Art Centre, Riga, Latvia; Darbi (2009), Kulturforum Alte Post, Neuss (D); Mikrorajons (2007), The exhibition hall Arsenals, Riga, Latvia; Encounters (2006), Atelier Hoeherweg, Düsseldorf. Mostre collettive selezionate e film festival: Ornamentalism. The Purvītis Prize (2015), Arsenale, Venezia: 61.o International Short Film Festival Oberhausen, concorso internazionale (2015); Bad Feminism, RPL Film Theatre, Regina, Canada (2015); 60.o International Short Film Festival Oberhausen, concorso internazionale (2014).

Kaspars Groševs (1983) vive e lavora a Riga. Impiega una vasta gamma di tecniche e materiali - disegno, testo, tessuti, suono, oggetti, installazioni - alla costante ricerca di soluzioni formali mirate a dare forma a messaggi coerenti e capaci di avvincere lo spettatore. Mostre personali selezionate: Qu'est-ce que ça peut faire tout ça (in collaborazione con with Ieva Kraule, 2015), Shanaynay, Parigi; OAOA (Jūras griesti) (in collaborazione con Ola Vasiljeva, 2014), Jūras Vārti, Ventspils; 00:10:00:00 (2013), kim? Contemporary Art Centre, Riga; I/O. Without Enemies (2011), kim? Contemporary Art Centre, Riga e H (2012), Kanepes Culture Centre, Riga. Mostre collettive selezionate: Lily's Pool (2015), Art In General, New York; Vortex (2014), Project Space Garage, Mosca e Aspen-Kemmern (2014), kim? Contemporary Art Centre, Riga. Suona spesso dal vivo musica che compone lui stesso, e scrive testi destinati a cataloghi d’arte contemporanea e a pubblicazioni culturali lettoni. È co-fondatore e curatore della galleria di Riga Four To Seven (427).

Ieva Kraule (1987) vive e lavora a Riga. Usando media diversi, che includono fotografia, video, ceramica e pittura, cita le arti applicate e l’architettura dell’era sovietica, delineando codici estetici personali e collettivi. Mostre personali selezionate: Nobody dances like that anymore (2014), galleria 427, Riga; …if all you told was turned to gold (2014), Vita Kuben, Umeå; Loneliness will be my greatest treasure (2014), Kalnciema kvartāls gallery, Riga; 11 out of 10 (2013), kim? Contemporary Art Centre, Riga, e Long Awaited Holidays by the Abyss of Fictitious Memories (2012), galleria Bastejs, Riga. Mostre collettive selezionate: Lily's Pool (2015), Art In General, New York; Vortex (2014), Project Space Garage, Moscow, e Aspen-Kemmern (2014), kim? Contemporary Art Centre, Riga. Kraule è co-fondatrice e curatrice della galleria di Riga Four To Seven (427).

Inga Meldere (1979) vive e lavora a Helsinki e Riga. Si esprime prevalentemente con la pittura. Le sue tele dal tocco gentile, caratterizzate da luminosi toni pastello e fragili combinazioni di materiali e tecniche, raffigurano spesso storie apparentemente ingenue, ispirate da ricordi personali e storie di famiglia. Mostre personali selezionate: Berzkalni (2015), galleria G12, Helsinki; Magic Mountain (2014), galleria XO, Riga; Untitled (2013) con Oscar Santillan, galleria Temnikova & Kasela, Tallinn; Enough is Enough (2011) con Mikko Hintz, galleria Temnikova & Kasela; Offset (2011), galleria XO, Riga. Mostre collettive selezionate: Tides of Change. Balticum (2011) HangART-7, Salisburgo; FAX (2011), South London Gallery, Londra; Mother of Wind (2010) galleria HFBK, Amburgo. Il lavoro di Meldere è stato incluso nella Triennale di pittura di Vilnius del 2010.

Daria Melnikova (1984) vive e lavora a Riga. Utilizzando scultura, design, tecniche di stampa e altri media crea installazioni talvolta enigmatiche, in cui bellezza e intrigo, ciò che è fatto a mano e ciò che è prodotto in serie, si equilibrano a vicenda. Mostre personali selezionate: Brewing Harmony (2014), galleria Vita Kuben, Umeå (SE); A Green Silhouette of Grey (2014), kim? Contemporary Art Centre, Riga e Dashing Lines and Forming Heaps (2011), kim? Contemporary Art Centre, Riga. Mostre collettive selezionate: Lily's Pool (2015), Art In General, New York; Literacy-Illiteracy (2014) nel contesto della 16a Triennale dell’incisione di Tallinn, KUMU, Tallinn; Present Tense (2014), Kalmar konstmuseum, Kalmar; Aspen–Kemmern (2014), kim? Contemporary Art Centre, Riga; Vortex (2014), Project Space Garage, Moscow; Sculpture Is Space (2013), Hobusepea, Tallinn e 24 Spaces – Cacophony (2013), Malmö Konsthall, Malmo. Melnikova è la vincitrice della prima edizione del kim? Residency Award (2015) ed è attualmente in residenza al KW Institute for Contemporary Art di Berlino.

Krišs Salmanis (1977) vive e lavora a Riga. Utilizando la fotografia, il video, l’installazione, l’animazione e la grafica crea accumulazioni / set concettualmente densi, caratterizzati dall’attenzione al dettaglio e da un’affilata arguzia intellettuale. Insieme a Kaspars Podnieks ha rappresentato la Lettonia alla 55.a Biennale di Venezia. Mostre personali selezionate: 100 Books You Need Not Read Before You Die (2015), kim? Contemporary Art Centre, Riga; North by Northeast. The Deconstruction of the Pavilion (con Kaspars Podnieks, 2014), kim? Contemporary Art Centre, Riga; Light (2012), CAC Vilnius; The Fragility of Trust (2012), galleria Alma, Riga, Latvia; The Earth may be spinning around the Sun, but the World is turning around me (2011), Raum linksrechts, Amburgo; Moving Landscape (2011), Galerie fűr Gegenwartskunst, Brema. Salmanis scrive regolarmente per la rivista di arti visive Studija e la stampa quotidiana lettone. È rappresentato dalla galleria Alma.

Ieva Rubeze (1977) vive e lavora a Riga. Il suo lavoro - video di ispirazione poetica, installazioni - è caratterizzato da un chiaro nucleo concettuale, da rivelazioni di paradossi del pensiero, dall’arguzia e da una specie di radiosità, una qualità singolare e fuori dal tempo. Come componente del gruppo Famous Five (composto, oltre che da Rubeze, da Līga Marcinkeviča e Mārtiņš Ratniks) ha rappresentato la Lettonia alla Biennale di San Paolo (2002) e alla Biennale di Venezia (2005) e ha partecipato a mostre collettive, fra cui Buket (2008), Mosca, Time Will Show (2008), Flensburge , Rīga dimd! (2010), Rostock. Nel 2014 ha vinto il concorso Riga Smiles Again organizzato dalla Fondazione Boris e Ināra Teterev nel contesto del programma Art in Public Space; il lavoro proposto dall’artista (Ghost) diventerà parte del tessuto urbano di Riga nel 2015.

Ola Vasiljeva (1981) è un’artista di origine lettone che vive e lavora ad Amsterdam. Il suo lavoro comprende e associa video, scultura, musica, testi, e si confronta con riferimenti provenienti dall’artigianato, dalla musica, dalla letteratura e da determinate sottoculture. Mostre personali selezionate: University (2015), Galerie Antoine Levi, Parigi; The Limp of A Letter (2015), BOZAR, Bruxelles; Jargot (2014), New York; Cinq à sept (2013), kim? Contemporary Art Centre, Riga. Mostre collettive selezionate: Society Acts - The Moderna exhibition 2 (2014), Moderna Museet, Malmö; Last Seen Entering the Biltmore (2014), South London Gallery, Londra; What Were You Expecting, Mr. Milquetoast, a Plot? (2014), Badischer Kunstverein, Karlsruhe; Material Information (2012), Bergen Kunstmuseum. Vasiljeva è una delle fondatrici del collettivo di artisti The Oceans Academy of Arts e l’editrice di OAOA Magazine. Nel 2014 è stata candidata al Prix de Rome. È rappresentata dalla galleria Antoine Levi.

Curatori

Simone Menegoi (1970) è un critico e curatore che vive a Verona e Milano. Dal 2005 cura mostre in spazi privati e pubblici, in Italia e all’estero. Fra le mostre recenti: The Camera’s Blind Spot II, Extra City Kunsthal, Anversa, 2015; The Warm Statues. Sculpture – Body – Action, 1945-2013, Museo Marino Marini (Firenze), 2014; Michael E. Smith, Triennale di Milano, 2014; The Camera’s Blind Spot. Sculpture - Photography: Recent Examples, Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, 2013; LE SILENCE Une fiction, Nouveau Musée National de Monaco, 2012; Bouvard and Pecuchet’s Compendious Quest for Beauty (co-curata con Chris Sharp), David Roberts Art Foundation (Londra), 2012. I suoi testi sono apparsi nelle pubblicazioni di numerose istituzioni internazionali, fra cui il Tel Aviv Art Museum, il Ludwig Museum (Budapest), il New Museum (New York), la Fondazione Galleria Civica di Trento, il Kunstforum Aachen, il Camden Arts Centre (Londra), la Fondazione Prada (Milano e Venezia). Scrive regolarmente per il sito di Arforum.

Zane Onckule (1982) è una curatrice, occasionalmente critica e, dal 2010, direttrice del programma presso il kim? Contemporary Art Centre di Riga. Ha organizzato, curato e co-curato mostre e programmi collaterali di eventi, così come pubblicazioni e altri materiali a stampa in collaborazione con un gran numero di artisti, curatori e teorici. È stata una dei commissari del padiglione lettone alla 55a Biennale di Venezia, organizzato in collaborazione con Art in General di New York. Fra le sue mostre recenti, Ulla von Brandenburg, Sink Down Mountain, Raise Up Valley (2015), kim? Contemporary Art Centre, Riga; Lily's Pool (2015), Art in General, New York; Ola Vasiljeva, Jargot (2014), Art in General, New York e Little Vera, doppia personale di Sanya Kantarosvky ed Ella Kruglyanskaya (2014), kim? Contemporary Art Centre, Riga.

kim? Contemporary Art Centre (Riga), fondato nel 2009, offre una ampia gamma di attività, fra cui mostre, conferenze, dibattiti, pubblicazioni legate all’arte, alla teoria e a questioni sociali recenti, presentate attraverso un corpus locale e internazionale di idee, valori, individui. kim? sostiene lo sviluppo di personalità emergenti della cultura come artisti, teorici, curatori, filosofi, traduttori, pensatori provenienti da differenti campi del sapere, con l’obiettivo di creare un contesto reattivo nei confronti del loro lavoro e di rendere determinate pratiche critiche accessibili a un pubblico più vasto. Nel 2013 kim?, in collaborazione con Art in general di New York, ha diretto il Padiglione lettone alla 55.a Biennale di Venezia. La lista dei partner recenti nell’organizzazione di mostre, sia presso kim? che in altre sedi internazionali, include il Moderna Museet Malmö, Art in General (New York), Garage Museum of Contemporary Art (Mosca). Nel 2015 kim?, in collaborazione con KW Institute for Contemporary Art (Berlino), ISCP International Studio & Curatorial Program (New York) e Gasworks, Gallery, Studios and International Residency Programme (Londra) ha lanciato il primo kim? Residency Award.

Residenza

Zane Onckule, Liga Svempe, Darja Melnikova, Inga Meldere, Kaspars Grosevs, Ieva Kraule

01.06 > 10.06.2015

Nell’ambito del programma di scambi internazionali, Careof propone un approfondimento sul panorama artistico della Lettonia, a cura di Simone Menegoi e Zane Onckule, direttrice dello spazio Kim? di Riga.

Le fragole del Baltico è una rassegna di arte contemporanea lettone che presenta una selezione di dieci artisti, per lo più nati intorno al 1980, quasi tutti al loro esordio in Italia. La mostra non cerca la propria unità in un medium o in una tesi; si è formataa partire dal lavoro degli artisti.

La sua cornice complessiva è semplicemente quella di una presentazione di opere recenti, che abbraccia senza soluzione di continuità personalità artistiche distinte e media diversi: pittura e scultura, video e arte applicata, fotografia e suono