Tales from the networked neighborhood: The cinema camp

In collaborazione con Filmmaker Festival

A cura di Vassily Bourikas

21 > 22.03.2014

@ DOCVA e Cinema Palestrina, Milano

Tales from the Networked Neighborhood presenta 5 film di CAMP, collettivo di artisti residenti a Bombay, tratta della prima proiezione italiana della loro opera e del primo focus completo sul loro lavoro audiovisivo in un ambito cinematografico.

Shaina Anand e Ashok Sukumaran hanno fondato CAMP nel 2007. Il loro recente lungometraggio From Gulf to Gulf to Gulf è stato proiettato per la prima volta ogni sera per tre mesi di seguito in un cinema all’aperto di Sharjah, uno dei porti in cui erano state realizzate le riprese, come parte integrante del programma della Biennale di Sharjah. Al FID Marseille, dove il film ha avuto la première in un festival di cinema, CAMP si è aggiudicato il secondo premio. Cui ha fatto seguito un notevole percorso festivaliero, dalla Viennale aDoc Lisboa al London Film Festival. Un anno dopo il suo debutto, il film continua a essere selezionato dai festival di cinema. Sarà in competizione all’Ann Arbor Film Festival e inaugureràImages festival di Toronto.

Il lavoro di CAMP ha vasta notorietà nel mondo dell’arte. E gli elementi che hanno permesso al loro ultimo documentario di fare il proprio ingresso nel cinema non rappresentano una novità nella pratica artistica di CAMP: politica e geopolitica, sociologia empirica, ricerca tecnologica, etica dell’etnografia, i limiti dell’estetica.

Il lavoro di CAMP si interroga su alcune questioni fondamentali: che cosa possiamo sperare, che cosa gli altri possono sperare, di che cosa possiamo servirci per sperare, che cosa ci dà il diritto di definire gli altri, perché una cosa è arte? From Gulf to Gulf to Gulf ci pone tutte queste domande (e molte altre) fondendole in un unico spettacolo formale messo in scena dalle stesse persone che sono gli attori/protagonisti del film.

Incredibilmente ciò accade per ognuno dei 5 film selezionati. Eppure “da un film a un altro a un altro” ci imbattiamo in forme completamente diverse, uno spettacolo formale completamente nuovo. E nessuna di queste forme è mai usata gratuitamente. La forma può avere delle asperità talvolta, ma è sempre “significante” nel cinema di CAMP. Le storie sono sempre raccontate da una serie di “insoliti sospetti”, senza mai abbandonarsi ai classici concetti dell’etnografia.

Avremo un’opportunità unica, molto diversa dalla presentazione museale, di immergerci nella filmografia completa di CAMP. E avremo tempo in abbondanza per discuterne con l’autore. L’evento permetterà al pubblico milanese di iniziare a esaminare il processo creativo di CAMP e di arrivare alla conclusione che i loro documentari precedenti sono allo stesso tempo grande cinema e grande arte. Se una semplice ri-classificazione permetterà a questi lavori di raggiungere un pubblico più vasto, siamo felici che questo processo possa partire da Milano. Siamo convinti che i prossimi film di CAMP saranno visti, ascoltati o sentiti intimamente, perciò crediamo che sia una buona idea partire da come tutto è cominciato.

Testo di Vassily Bourikas
 

Questa perlustrazione nell'immaginario cinematografico di CAMP, sarà preceduta da una presentazione il 21 marzo presso il DOCVA, Documentation Center for Visual Arts. Sarà l'occasione per incontrare Shana Arand di CAMP allo scopo di illustare a fianco al lavoro di CAMP anche il progetto allargato , un archivio online di pubblico accesso, di cui CAMP è uno dei principali iniziatori.

L'intera collezione di pad.ma è consultabile on line e scaricabile per usi non commerciali. Il design dell'Archivio rende possibile vari tipi di visone e costellazione che saranno illustrati, raccontati e messi a confronto con modalità a partire anche dall'archivio DOCVA.

L'intero progetto è parte di una serie di residenze da curatore organizzate dalla Fondazione Pini nel 2014 con il titolo RES Residenze per giovani curatori e organizzatori. La Fondazione Pini ha favorito una partnership con tre prestigiose realtà milanesi, Filmmaker, Peep Hole e O ', ognuna delle quali si è impegnata a selezionare e presentare i candidati per i progetti RES allo scopo di generare nuove collaborazioni internazionali con la città di Milano.

Con il supporto di Fondazione Pini
Con il patrocinio del Comune di Milano e del Consolato Generale dell'India a Milano e di Incredible India
sponsor Viaggindia

Programma

Venerdì 21 marzo

Careof, Fabbrica del Vapore 

Via Procaccini 4, 20154 Milano

Ingresso Libero

7:30 DOCVA Sala Video

Khirkeeyaan, 2006, 17’ & Hum Logos, 2012, 50’
(a seguire by Q&A)

18:30 DOCVA 

Performing Archive: conversazione con Shaina Anand/ CAMP

Interventi di: Martina Angelotti, Shaina Anand

KhirkeeYaan, 2006, 17’
TV feed (CCTV, CATV RF modulator, video splitter, audio mixer
lingua: Bengali, Nepali, Hindi, Urdu –con sottotitoli in inglese

KhirkeeYaan è l’esplorazione di un sistema tv a circuito aperto utilizzato come rete locale per la comunicazione, generatore di micro-media e dispositivo di feedback . E’ normalmente utilizzato come apparato per la sicurezza oppure impiegato in sistemi di sorveglianza o per scopi segreti.

Televisori ed apparecchiature economiche per la sorveglianza, accompagnati da un modulatore RF, microfoni, mixer audio e metri di cavo coassiale sono stati disposti per formare sistemi di conversazione partecipativi ad uso della comunità. I televisori e l’elettricità, così come il pubblico, sono stati reperiti in loco, spesso attingendo risorse diverse.
Quattro postazioni per quattro videocamere, dotate di televisori e microfoni sono stati installati entro un raggio di 200 metri l’una dall’altra. Le telecamere sono state posizionate sopra i televisori e il canale audio-video è stato collegato ad un processore e a un mixer audio. Il risultato, suoni e immagini provenienti da tutte e quattro le postazioni, è stato ricondotto nuovamente ai televisori, permettendo al soggetto / spettatore / performer / pubblico di interagire così con gli altri partecipanti. Il video è diventato il luogo per queste interazioni e conversazioni.

Hum Logos, 2012, 50’

Audio telefonico con testo proiettato.

lingua: Hindi e inglese

l lobbista è un retore, persuasore di un gruppo ed alimentatore di una rete. Nel 2010, sono state rese pubbliche le sue conversazioni dal telefono del Governo sotto controllo. Sono diventate TV audio-byte, prove della truffa, lunghe trascrizioni con brevi urls…
Hum Logos è il secondo atto del progetto “The Radia Tap(e)s” di CAMP. 
L’Atto I, Swearing-in Whispers, è una sceneggiatura in cui alcuni di questi testi sono stati raggruppati, cercando di diventare nuovamente immagini e suoni. Hum Logos, è un film che inizia dove finisce la sceneggiatura. Inizia quando alcuni tra i migliori giornalisti affermano che stavano solo mentendo a Radia “una fonte” al telefono, e le loro conversazioni non avevano fondamento e impatto sulla realtà. Si apre così, paradossalmente, una finestra sul più ampio spettro della retorica: tra cui bugie, grida, memes, pen drive, brutte connessioni e faide familiari, pulsano attraverso il sistema nervoso della democrazia indiana.

Sabato 22 marzo

Cinema Palestrina 

Via Giovanni Pierluigi da Palestrina 7, Milano
Iingresso 7€ per la visione dei tre film

18:00 Al Jaar Qabla Al Daar – The Neighbour Before the House, 2009-2011, 60’

20:00 From Gulf to Gulf to Gulf, 2013, 83’

22:30 The Country of the Blind and Other Stories, 2011, 60’

(i film sono in versione originale con sottotitoli italiani)

Al Jaar Qabla Al Daar – The Neighbour Before the House, 2009-2011, 60’

CCTV video

lingua: arabo e inglese (sottotitoli in italiano)

Quello che si vede in Al Jaar Qabla al Daar è un quartiere in uno stato di crisi permanente. La prossimità spaziale non produce alcun senso di comunità, piuttosto agisce al contrario. Ciò che era spazio privato diventa pubblico, ciò che era vita privata diventa politica. (Florian Schneider)

Il materiale usato in questo film è stato prodotto da otto famiglie palestinesi che vivono in vari sobborghi di Gerusalemme/Al Quds, un luogo dove il significato abituale del termine “quartiere” e stato distrutto dall’occupazione e dal conflitto. É stato girato nell’arco di un mese, tra settembre e ottobre 2009, con una camera CCTV dotata di PTZ (pan-tilt-zoom) che i residenti hanno installato sulle proprie abitazioni, o nel caso di famiglie sfrattate, direttamente sulle case dei vicini.

L’audio è il commento live di chi sta riprendendo mentre osserva e controlla la videocamera da dentro la propria casa. A volte la voce cerca l’immagine, altre volte é l’immagine a provocare la voce, altre ancora le due si perdono in paesaggi lontani a descrivere pensieri più intimi. Il filmato è stato trasformato in lungometraggio nel 2011.

From Gulf to Gulf to Gulf, 2013, 83’

HDV, SDV, VHS, video da cellulari

lingua: Kutchi, Hindi, Urdu, arabo

Una barca può avere diverse funzioni: può raccogliere una società nel suo farsi, può distribuire merci, trasportare persone e idee attraverso vari luoghi che sembrano essere diversi rispetto al passato. Oppure può creare ulteriori percorsi di significato, se si affiancano altre parole come quella di “sovrano”, “pirata”, “container”, “libero commercio”, “denaro”, e “lavoro” fino al punto in cui la storia marittima e l’economia dicono: “Fine!”

Il film è il risultato di quattro anni di dialogo, amicizia e scambio tra CAMP e un gruppo di marinai di Kutch, i quali spesso attraccavano nel porto di Sharjah. I loro viaggi e quelli dei marinai di Sindh, Baluchistan e del Sud Iran ci mostrano il mondo secondo diverse prospettive, non facilmente assimilabili a un’unica visione nostalgica o nazionalista. Si seguono invece gli attraversamenti via mare di questi grupppi di persone che hanno costruito la propria imbarcazione, che navigano e che sono gli stessi autori dei filmati, a cui a volte associano canzoni vicine a loro.

The Country of the Blind and Other Stories, 2011, 60’

HD video attraverso il telescopio.

lingua: inglese

Che cosa può significare estendere il concetto di “guardare la costa” a quello di” riprendere il mare”? Esistono Istituzioni nazionali del film di mare? Dovrebbero esistere. Perché se da un lato, come lo descrive l’antropologo Michael Taussig, il mare moderno è un’immagine, un fondale di carta da parati per uno stile di vita da Malibu o Folkestone; dall’altro nei suoi movimenti per lo più invisibili, i mari trasportano oltre il 90 % di tutto il commercio mondiale. Così da qualsiasi costa, il mare appare come un’immagine e allo stesso tempo non lo è.

Le immagini del mare ci ricordano di questa precisa situazione: che ciò che si può vedere è sempre e soltanto la superficie, la punta di un iceberg. Un occhio o due? L’occhio inorganico, tecnologico non solo estende, ma esaspera la visione umana (per esempio potrebbe anche peggiorarla). In un certo senso ogni strumento ottico produce un nuovo medium visivo, come succede per la pittura o per la televsione. Un telescopio può anche’esso diventare un medium. Così come un radar. Queste mediazioni e i loro effetti rientrano in un sistema di scambi parassitari di cui fanno parte anche il film o la fotografia. Ad esempio, nel XVIII secolo la camera oscura balneare, inventata prima del cinema, creava lunghe code d’attesa e si pagava un alto prezzo solo per vedere un’immagine del luogo da cui si era appena arrivati. Questo tipo di potere non è ascrivibile soltanto a questioni tecniche, ma é legato anche al contesto: la fila era più lunga quando sulla spiaggia c’erano degli amanti.

Bio

CAMP è un collettivo creato nel 2007. I fondatori sono Shaina Anand (filmmaker e artista), Sanjay Bhangar (programmatore software) e Ashok Sukumaran (architetto e artista). Mentre CAMP si affermava a Bombay, gli artisti Anand e Sukumaran ottenevano riconoscimenti con le loro pratiche individuali. Sukumaran ha ricevuto il primo premio dell’UNESCO Digital Arts Award nel2006 e il prestigioso Golden Nica del Prix Ars Electronica nel 2007. Ha tenuto conferenze alla Tate Modern e ha preso parte alla Biennale di Singapore nel 2006. Anand ha realizzato una serie di progetti accolti con favore dai media specializzati in immagine contemporanea e ha esposto a Frankfurter Kunstverein, Serpentine Gallery di Londra, Nottingham Contemporary, Cornerhouse Manchester, Khoj e Sarai New Delhi, Powerplant Toronto, tra gli altri.

La ragione dell’esistenza di CAMP è la produzione di lavori d’arte su larga scala e presentati per lunghi periodi di tempo. CAMP fonde film, video, istallazioni, software, archivi consultabili pubblicamente e programmi pubblici con un interesse ampio a sufficienza da includere tecnologia, film e teoria. I progetti realizzati da CAMP negli ultimi 5 anni hanno dimostrato fino a che punto la sperimentazione tecnologica e la forma artistica siano compatibili. Il loro lavoro segue da vicino fenomeni globali: navi, CCTV, lo stato emotivo dei lavoratori e dei sorveglianti, le intercettazioni telefoniche, i media cinematografici, digitali ed energetici. Tutto questo viene realizzato grazie a un’intimità profonda con il materiale, una visione politica, una cura per la forma e l’esperienza, oltre a una combinazione davvero unica di talenti, evidente nella globalità della produzione e nel segno che questa ha impresso nel mercato globale dell’arte.
Selezione di partecipazioni a mostre ed eventi: Sharjah Biennial (2013), dOCUMENTA 13 (2012), Gwangju Biennial (2012), New Museum Triennial (2012). CAMP ha dato vita all’archivio video online , e all’archivio del nuovo cinema . (Il loro recente lungometraggio documentario sperimentale From Gulf to Gulf to Gulf ha ricevuto la menzione della Giuria al Festival International de Cinema di Marsiglia ed è stato proiettato a BFI London Film Festival, DocLisboa, Viennale, tra gli altri.

www.camputer.org

Vassily Bourikas è curatore di cinema, laureato alla University di Newcastle e alla Universität der Künste di Berlino. Fino al 2004 ha diretto documentari di attualità per la televisione pubblica in Belgio e in Grecia. Dal 2005 ha curato la programmazione di numerosi festival europei. Fino al 2012 è stato direttore artistico dell’Experimental Forum al Thessaloniki Film Festival e attualmente cura una sezione dell’Athens Avant-Garde Film Festival. È co-fondatore del laboratorio di cinema indeipendente LabA di Athens, che dirige dal 2009.

Residenza

Vassily Bourikas

8.01 > 22.01.2014
10.03 > 24.03.2014

In collaborazione con: Filmmaker Festival,
Fondazione Pini

Vassily Bourikas, curatore independente, si occupa principalmente di cinema sperimentale, per un periodo di ricerca supportato dalla Fondazione Pini.

In collaborazione con Filmmaker Festival sarà presentato al pubblico un appuntamento di approfondimento sulla produzione video contemporanea indiana attraverso la proiezione di tre film presso Cinema Beltrade e il talk Tales from the Networked Neighborhood a cura di Careof sui temi dell’archivio.

Shaina Anand, Ashok Sukumaran

21.03 > 24.04.2014

In collaborazione con: Filmmaker Festival, Fodazione Pini

Shaina Anand e Ashok Sukumaran sono stati invitati da Careof a presentare l’archivio online pad.ma nell’ambito del progetto Tales from the Networked Neighborhood in collaborazione con Vassily Bourikas, Filmmaker Festival e Fondazione Pini.

Il progetto è parte di un più ampio focus che Careof dedica del 2015 a Performing Archive, invitando alcuni dei protagonist in ambito nazionale e internazionale nelle partiche di archiviazione di video a raccontare la propria esperienza.

Parallelamente I due artisti rifletteranno e condurranno una ricerca nell’archivio del DOCVA.