Exchanging Roles. Alternative Platforms from Rotterdam

A CURA DI
Patricia Pulles

PARTECIPANO
Antistrot: Paul Börchers, Johan Kleinjan, David Elshout, Silas Schletterer, Bruno Ferro Xavier da Silva, Michiel Walrave // Foundation B.a.d: Marco Douma, Laurien Dumbar, Janine Schrijver, Aletta de Jong, Karin Arink, Robin Kolleman, Ties ten Bosch, Anne Schiffer, Marcel van de Berg, Roderick Hietbrink, Hidde van Schie, Jeroen Jongeleen, Kamiel Verschuren // Fucking Good Art: Rob Hamelijnck, Nienke Terpsma // Museum Van Nagsael: Silvia B.,Rolf Engelen // Pages: Babak Afrassiabi, Nasrin Tabatabai // De Player: Peter Fengler // Het Wilde Weten: Bas Zoontjens, Cora Roorda van Eijsinga, Derk Reneman and Manuela Porceddu, Dieuwertje Komen, Esther Kokmeijer, Ewoud van Rijn, Jeroen Bosch, Jonas Vorwerk, Karin de Jong, Kim Bouvy, Kim Zieschang, Leon Duenk, Libia Castro and Ólafur Ólafsson, Marc Bijl, Marcha van den Hurk, Niels Post, Sannetje van Haarst, Susanne Kriemann // Wormhole: Ronald Cornelissen, Ann Course and Paul Clark, Vanessa Renwick, Cary Loren, Time Stereo (Davin Brainard, Warn Defever and Jamie Easter).
                                

Dal 21.03.2007 al 14.04.2007

Con Exchanging Roles. Alternative Platforms from Rotterdam Careof prosegue l’indagine – già iniziata con il progetto Too Near Too Far: an Introduction to the Australian Independent Art Scene – su metodologie alternative di organizzazione culturale e su differenti approcci di produzione, presentazione e ricezione dell’opera d’arte. Tali progetti, nel creare un dialogo con circuiti internazionali, presentano a Milano interessanti realtà autogestite, dove l’artista assume le vesti anche di organizzatore, promotore o curatore. Per lo più esistenti al di fuori della cornice istituzionale, le artist-run initiaves possono prendere vita nello spazio reale, così come nell’universo on line o attraverso strumenti cartacei quali riviste e fanzine.
           
Per Exchanging Roles, Patricia Pulles curatrice al Museum Boijmans Van Beuningen, ha selezionato, su invito di Careof, otto piattaforme ideate e gestite da singoli artisti o collettivi di Rotterdam. Le loro pratiche, costruite su una dimensione collaborativa e di scambio, esprimono il clima aperto e vivace della città olandese. Antistrot è costituito da un gruppo di artisti che si esprime attraverso murales e pubblicazioni. Foundation B.a.d, De Player e Het Wilde Weten rappresentano tre esempi di luoghi gestiti da artisti: il progetto di Foundation B.a.d. riflette sul ruolo socio-politico di iniziative artistiche realizzate nelle zone più popolari di Rotterdam; De Player ha sede presso un club abbandonato e convertito in spazio per le arti visive, la performance, la musica, lo spettacolo; Het Wilde Weten è una delle realtà storiche di Rotterdam, con studi e spazi espositivi. Museum Van Nagsael nasce come micro-spazio espositivo neutro e a disposizione dei numerosi artisti invitati ad esporre. Tra gli obiettivi dei fondatori di Fucking Good Art c’è il desiderio di focalizzare l’attenzione sulle numerose iniziative che avvengono in città, sviluppando attorno all’omonima pubblicazione un dibattito critico. Wormhole nasce dall’interesse del suo fondatore per il disegno ed è una piattaforma per artisti internazionali che lavorano con la grafica ma anche con altre discipline. Pages è il nome del gruppo che ha ideato il periodico bilingue iraniano-inglese ma che opera anche in altri ambiti coinvolgendo artisti internazionali su questioni che vanno dalla cultura al sociale.

Nella sua novella “l'avventura senza pari di Hans Phaall”, pubblicata nel 1935, Edgar Allan Poe, che allora aveva 25 anni, ha situato una ricerca per la libertà nella città di Rotterdam. Il protagonista è il Rotterdammer Hans Phaall, che decide di prendere aria in un aerostato di aria calda in modo da fuoriuscire dall'ambiente oppressivo e bourgeois della sua città natale. Al giorno d'oggi il clima artistico della città di Rotterdam è conosciuto per il relativo carattere aperto. Molti artisti dicono che una delle cose attraenti di Rotterdam è che si può lavorare e sperimentare nell'anonimato, ma anche che la città offre le possibilità per collaborare. Vi è un sorprendente numero di imprese di collaborazione (sia convenzionali che informali) a Rotterdam. Confrontata ad altre città olandesi, gli artisti, qui, attribuiscono meno importanza ai lavori individuali, scegliendo preferibilmente le collaborazioni  collettive. Mentre gli artisti di Rotterdam estendono i loro orizzonti facendo viaggi all'estero, gli artisti stranieri vengono a Rotterdam spinti dal carattere aperto della città e partecipano spesso ai programmi dell’ artista-in-residenza, iniziati circa dieci anni fa su iniziative degli artisti di Rotterdam come B.a.d., Het Wilde Weten, Kaus Australis e Duende. L'idea principale era lavorare insieme in un clima culturale esteso, dove gli artisti giovani possono ottenere un contatto reciproco, sperimentando e mostrando il loro lavoro al di fuori del circuito ufficiale. Con eventi culturali importanti come Manifesta (1996) e Rotterdam Capitale della Cultura (2001), le iniziative degli artisti e le residenze si sono trasformate in importanti allev-terre per il talento artistico.
Il mio scopo a Careof non è una presentazione fatta soltanto delle iniziative degli artisti, ma correttamente anche da altre piattaforme alternative che possiede pienamente la città. Ho scelto una descrizione dove entrambe le iniziative sono prese in considerazione e che il cubo bianco dell’alternativo desidera generare nella città; quello si aggiunge correttamente su un mezzo specifico; che per se mette da parte un ruolo nel distretto; ma quelli, che riflettono Rotterdam sul clima di arte della città. Tutti i partecipanti hanno con cattiveria che generano lo spazio e le possibilità supplementari nella città Rotterdam per il clima artistico e dal loro, tevens che liberi del carattere le possibilità promuovono allo scambio (internazionale). La partecipazione initaitieven al tentoonstellingen “che scambia i ruoli, ha tutta gemeen che loro al lato del loro ruolo dell'artista con il parktijk del autonoem inoltre si dedicano all'altro fed di attività dal doro loro gemis osservati. Ciò può divergere di una scarsità per funzionare i negozi, una piattaforma per l'arte del segno o il relativo proprio piccolo cubo bianco e tutto questo, poichè il fanzine Fucking Good Art la definisce come relativo motto, “al servizio selfless della nostra Comunità”.
Patricia Pulles

Con il contributo di Center for the Arts Rotterdam e del Consulate General for the Netherlands in Milan