Careof oggi e domani - lettera aperta

Cari amici,

vi scriviamo per comunicarvi alcuni aggiornamenti che ci hanno visto coinvolti in questi ultimi mesi, mettendoci di fronte ad una nuova, importante, sfida.

Il 28 febbraio, sono scadute le nostre concessioni per gli spazi alla Fabbrica del Vapore (spazio espositivo, Docva e Residenze, per un totale di circa 28.000 euro annui di canoni) e tra pochi giorni il Comune di Milano pubblicherà il nuovo bando di concorso per l’assegnazione degli spazi della Fabbrica del Vapore.

Dal 2008, anno di inaugurazione della nuova sede alla Fabbrica del Vapore, Careof ha favorito la ricerca di 1.317 artisti attraverso mostre, residenza per artisti, workshop e incontri, 174 curatori provenienti da 47 paesi diversi. Ha collaborato con 148 istituzioni, realizzando oltre 234 progetti formativi. Offre la consultazione gratuita di migliaia di volumi e riviste d’arte e l'archivio video conta attualmente la collezione di oltre 8.000 video d’artista.

L’associazione continua il suo percorso cercando di mantenere la sua vocazione pubblica e con la consapevolezza che l’identità e gli obiettivi si fondano sul sostegno alla sperimentazione dei giovani artisti.

A partire da dicembre 2015, mese in cui è stato formalizzato il mancato rinnovo dei contratti, è cominciata una guerra mediatica sul futuro della Fabbrica del Vapore, in cui Careof ha mantenuto una posizione neutrale ma propositiva. Alcuni considerano la scelta del Comune illecita e altri la accolgono come un'occasione per azzerare tutto e ricominciare da capo.

Il 24 febbraio sono state presentate alla città le linee guida del bando, che aprirà entro la fine di questa settimana e si chiuderà il 15 aprile. Il 25 febbraio ci è stato comunicato che il 20 aprile, cinque giorni dopo la chiusura del bando, in caso non dovessimo vincere, dovremo lasciare gli spazi. Cosa succederebbe del nostro archivio riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, e del patrimonio di quasi 30.000 volumi catalogati al DOCVA? Nel caso dovessimo lasciare gli spazi dove andrebbero?

Careof parteciperà al bando e confida nella buona riuscita, ma contesta una tempistica infelice: la pubblicazione del bando dopo la scadenza delle concessioni e la difficoltà di trovare una nuova sede in così breve tempo, nel caso in cui non dovessimo vincerlo.

Questo momento tanto delicato deve allo stesso tempo costituire l’occasione per completare il processo di cambiamento intrapreso e portare Careof ad avere un ruolo più stabile ed efficace nel panorama artistico e culturale milanese. La corsa contro il tempo e la vicinanza delle elezioni comunali possono però rendere il percorso pieno di incertezze.

Con nostra soddisfazione, ci sono arrivate proposte da altre amministrazioni comunali di ospitare gratuitamente la nostra associazione, ma crediamo con fermezza che Careof e il suo archivio debbano restare patrimonio della città di Milano.

Parteciperemo al bando con un progetto nuovo e rinnovato e restiamo a vostra disposizione per qualsiasi altro chiarimento.