Giovanni Oberti • 8

A CURA DI
Chiara Agnello

Dal 15.09.2010 al 30.10.2010

La mostra personale di Giovanni Oberti presso Careof rappresenta un nuovo tentativo da parte dell’artista di visualizzare, attraverso segni raffinati e silenziosi, il passaggio costante di materia da uno stato all’altro, la relazione fra gli elementi che abitano lo spazio, la stratificazione di memoria, la cronologia interna alle cose.

«Indago il luogo attraverso lo scorrere del tempo, registro la solitudine delle pareti, condenso la freschezza del pavimento grigio in una forma fragile composta da una stratificazione di acqua e polvere» sottolinea l’artista.

Dal 15 settembre al 30 ottobre tre interventi prendono forma nello spazio espositivo, determinando micro accadimenti. Un piccolo neon a forma di otto si staglia su una delle grandi pareti di Careof. La sua luminosità sembra animarne la forma sinuosa che richiama la clessidra, ma anche la Striscia di Mobius (o Lemniscata), simbolo di eternità e di infinito.

Attraverso l’uso di più deumidificatori sempre in funzione, Oberti raccoglie poi l’umidità presente nello spazio e la restituisce creando ogni giorno, con regolarità, una grande pozzanghera d’acqua. Si genera così un ciclo perpetuo dove tutto si trasforma per tornare com’era: l’acqua rovesciata sul pavimento evapora e viene raccolta dai deumidificatori per essere nuovamente rovesciata.
Al centro dello spazio colloca la scultura Senza titolo (Piedistallo per polvere), un piedistallo irregolare alto circa 2 metri atto a raccogliere la polvere che si depositerà sulla sua superficie superiore per la durata della mostra.
L’azione di Oberti dialoga con un raffinato intervento del critico e curatore Elio Grazioli che concepisce per il progetto un testo sotto forma di opera.

Pubblicazione sulla mostra di Giovanni Oberti con testi di Chiara Agnello ed Elio Grazioli

Con il contributo di Fondazione Cariplo

Bio

Giovanni Oberti (1982, Bergamo) vive e lavora tra Bergamo e Milano.
Selezione mostre personali: 2009: Placentarium, a cura di Marinella Paderni, Placentia Arte, Piacenza. 2007: L, Libreria Ars A+L, Bergamo.
Selezione mostre collettive: 2010: L’unico / The only one, a cura di Julia Trolp, Studio Tommaseo, Trieste; Soffio, a cura di Luciano Passoni e Mauro Zanchi, Basilica di S. Maria Maggiore, Bergamo; No where now here, a cura di Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri, Casa Masaccio, S.Giovanni Valdarno. 2009: Il raccolto d’autunno è stato abbondante, a cura di Chiara Agnello e Milovan Farronato. 2008: Area d’Azione 6, a cura di Roberto Daolio, sedi varie, Imola; Reworking dissent, a cura di Stefano Romano, Rotor Gallery, Göteborg.