Little constellation

A CURA DI
Roberto Daolio

CON LA COLLABORAZIONE DI
Alessandro Castiglioni

CON OPERE E INTERVENTI DI
Danil Akimov & Sound Art Lab, Albani & Mussoni, Sigtryggur Berg Sigmarsson, Barbara Bühler, Rita Canarezza & Pier Paolo Coro, Nina Danino, Oppy De Bernardo, Sandrine Flury, Barbara Geyer, Irena Lagator, Ingibjorg Magnadottir, Mark Mangion &  Pierre Portelli, Christodoulos Panayiotou, Paradise Consumer Group, Quino & Juanjo Oliva, Matteo Terzaghi, Axsinja Uranova, Martin Walch, Trixi Weis,& Marco Zurcher.

Dal 09.03.2010 al 08.04.2010

Sono riuniti per la prima volta in un’unica e inedita mostra oltre venti artisti di little constellation che presentano alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 9 marzo al 8 aprile 2010 i progetti più interessanti di una visione dell’arte contemporanea nelle micro-aree geoculturali e piccoli Stati d’Europa. Artisti nati od operanti in quelle piccole realtà geografiche con una popolazione inferiore al milione di abitanti, dove l’idea di confine e identità diventano temi caratteristici e imprescindibili, sebbene declinati attraverso linguaggi di volta in volta differenti.

Nato come un network internazionale per l'arte contemporanea dall’idea di due artisti di San Marino, Rita Canarezza & Pier Paolo Corolittle constellation da progetto di ricerca diventa, grazie anche a questa mostra, una piattaforma internazionale di scambio per la diffusione di informazioni, volta a favorire la creazione di co-produzioni e di collaborazioni per nuovi progetti.

Sostenuto fin da subito, era il 2004, dalla Fondazione San Marino e dall’Ufficio Attività Sociali e Culturali, al quale si è aggiunto in corso d’opera l’Ente Cassa di Faetano, e i patrocini dell’Assessorato alla Cultura, dell’Assessorato allo Sport e Tempo Libero e dell’Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale e Identità del Comune di Milano; negli anni il progetto ha avuto la capacità di creare una vera e propria rete di relazioni con numerosi enti, associazioni e musei, con i piccoli Stati d'Europa, Andorra, Cipro, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, San Marino e con alcune micro realtà geoculturali dell’area Europea, tra cui il Canton Ticino (CH), Ceuta (ES), Gibilterra (UK), Kaliningrad (RUS).

Oggi il progetto e la mostra godono da parte di San Marino del patrocinio e dei contributi dell’Eccellentissima Reggenza e della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, Telecomunicazioni e Trasporti, della Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione e Cultura, Università e Politiche Giovanili, e della Segreteria di Stato per il Turismo e lo Sport della Repubblica di San Marino.

Vivere e lavorare in un “micro-stato” costringe all’inevitabile confronto da una parte con la macro realtà socio-politica che lo include, ovvero l’Europa, e dall’altra con il senso di identità e la permeabile idea di confine che spesso nei lavori degli artisti in mostra diventa un’idea di geografia interiore ed emotiva, dove la conoscenza del mondo diventa conoscenza di sé stessi. Anche se il titolo lo suggerisce, in realtà non vi è una direttrice tematica circoscritta che accomuna ognuna delle proposte artistiche in senso lato. E’ piuttosto una “costellazione” di idee che avvolge molteplici direzioni, ognuna interpretabile in modo libero e autonomo. Paradossalmente, ciò che forse accomuna e avvicina questi artisti è la percezione e il senso della distanza del vivere in territori ad alta definizione simbolica, come un appariscente risultato, teso a leggere questi luoghi (espliciti o non, giudici o complici) nel continuo processo di “auto ri-organizzazione” sistematica che caratterizza le società complesse occidentali.

Così, in modo differente ma altrettanto incisivo, sono i video di Danil Akimov & Sound Art Lab, gruppo artistico e di Axsinja Uranova  di Kaliningrad, che presentano installazioni video e sonore dedicate alla documentazione, intima e personale, della particolare condizione della vita quotidiana in questa enclave Russa.

Dedicato al confronto e al superamento dei limiti, dei confini, sia politici che fisici è il progetto di Albani & Mussoni, artisti di San Marino, sostenuto anche dalla Associazione Sclerosi Multipla Italiana e Sammarinese. Artista e fotografa proveniente dal Liechtenstein, Barbara Bühler presenta una video proiezione, legata ai temi del racconto intimo e personale sviluppato nel suo paese d’origine, mentre Barbara Geyer, sempre del Liechtenstein, presenta un’installazione ambientale in metallo, progettata appositamente per lo spazio espositivo.

Oppy De Bernardo, artista svizzero, nell’installazione ambientale e nel video, lavora sul rapporto tra arti visive e cultura popolare, mentre è dedicata agli stereotipi culturali e commerciali del proprio paese, Andorra, l’opera del gruppo artistico Paradise Consumer Group.

L’artista Sandrine Flury, che abita, lavora e vive a Monaco, la cui ricerca è sempre in bilico tra arti visive e design, presenta una piccola installazione legata al mondo del design.
La nascita del primo Museo d’Arte Contemporanea nella loro piccola isola di Malta è il video documentario  di Mark Mangion &  Pierre Portelli, mentre il lavoro di documentazione di Quino & Juanjo Oliva si concentra sul difficile rapporto di convivenza di Ceuta col vicino Marocco.

Trixi Weis, artista del Lussemburgo, dedica la propria ricerca ai temi dell’identità e della narrazione personale. In mostra saranno presenti due differenti video. Video installazione anche per Nina Danino, artista originaria di Gibilterra, insegnante presso la Fine Art at Goldsmith’s College di Londra. L’artista di Cipro Christodoulos Panayiotou presenta un video sul tema dell’identità, e sullo stesso tema lavorano Matteo Terzaghi & Marco Zurcher, importanti artisti svizzeri vincitori del Premio Manor, che dopo la mostra al cantonale di Lugano presentano un’installazione inedita. Le immagini e i suoni, nella Sala delle Colonne della Fabbrica del Vapore, andranno a sovrapporsi e confondersi, ridefinendo così i confini (culturali e linguistici) dei singoli lavori e creando nuovi territori di pertinenza, per un racconto allo stesso tempo individuale e collettivo.

Careof ha ospitato la sera dell’inaugurazione le performances degli artisti islandesi Sigtryggur Berg Sigmarsson, Irena Lagator, Ingibjorg Magnadottir e l’installazione di Martin Walch, interventi di natura molto diversi ma accomunati dalla volontà di istaurare un rapporto diretto, immediato e per certi aspetti sorprendente col pubblico.

Negli spazi del DOCVA è possibile visionare i video documentari, inediti, realizzati dagli artisti Rita Canarezza & Pier Paolo Coro  durante i loro viaggi nei 13 microstati. Viene inoltre presentato il progetto Video Sensitive Postcards / Video Cartoline Sensibili (concept di Agnes Roux) capace di raccontare, in 18 video di pochi minuti di svolgimento, l’identità, a tratti minima, stereotipata e non, caratteristica di queste particolari realtà.